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Io, il sindaco di Gibellina

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Categoria: Eventi
Pubblicato Giovedì, 21 Aprile 2011 16:43
Visite: 113

Intervista al sindaco arch. Rosario Fontana, pubblicata su www.iljournal.it. |

Di Luca Ajroldi • 18 apr, 2011

Burri CrettoNella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento terremoto distrusse sino alle fondamenta la città di Gibellina, e con essa quasi anche la storia, la cultura, i valori e le speranze di una popolazione.
A perenne ricordo di quella tragedia le rovine dell’antica città di Gibellina sono state trasfigurate in opera d’arte da Alberto Burri, che ha ricoperto le rovine con una colata di cemento bianco lasciando però inalterato l’impianto viario: è il Cretto di Burri.
È come un immenso sudario che tuttavia proprio nelle tracce scavate dalle vie sembra ancora evocare la vita che nelle stesse quotidianamente si svolgeva.
In questa località vengono rappresentate ogni anno Orestiadi di Gibellina, un programma di manifestazioni teatrali che va oltre il teatro, per diventare autentici avvenimenti.

L’architetto Rosario Fontana è il Sindaco di Gibellina. Un personaggio di grande spessore nato a Gibellina nel 1956, da una famiglia contadina.
Il papà, attivista socialista, infonde una educazione molto incisiva sui temi della legalità e del rispetto delle persone più deboli; dalla mamma, casalinga, eredita la generosità e l’ottimismo. Valori che ha voluto trasmettere alle sue figlie Antonella e Concetta e soprattutto valori distintivi che lo hanno da sempre caratterizzato e guidato nel suo cammino umano e politico.
Nelle elezioni amministrative del 30 e 31 maggio 2010 viene eletto Sindaco, con un ampio consenso popolare, ottenendo 1852 voti, pari al 60,33% degli aventi diritto.

Al Sindaco, Arch. Rosario Fontana, il Journal ha posto alcune domande

il J: Quale deve essere, a suo avviso, la dote principale di un primo cittadino?
R: A mio avviso la dote principale di un primo cittadino deve essere quella di saper ascoltare la voce del popolo. Sono Sindaco da poco, ma penso di vivere questa esperienza in un periodo di grave crisi e dunque le problematiche di ogni singolo cittadino sono per me un monito da ascoltare.

il J: La porta del suo ufficio è sempre aperta a parole o nei fatti?
R: La porta del mio ufficio è sempre aperta nei fatti, come ho appena ribadito ho imperniato la mia sindacatura sull’ascolto, e dunque si può ascoltare solo aprendo le porte.

il J: Riesce a resistere alle pressioni degli amici che hanno contribuito alla sua elezione?
R: Di solito si, anche perché con gli amici che mi hanno sostenuto abbiamo condotto un percorso politico comune per cui ci troviamo sempre sulle finalità, non le definirei pressioni, ma stimoli a fare.

il J: La trasparenza è ancora realizzabile nelle amministrazioni comunali?
R: Si, in linea di massima si, anche se penso che si abusi di questo termine oltre che a travisarlo.

il J: Se lei dovesse fare la fotografia del suo paese utilizzando dieci parole quali sceglierebbe?
R: Se dovessi utilizzare 10 parole per Gibellina sceglierei altezzosa, artistica, rilassante, stimolante, accogliente, tollerante, culturale, incontaminata, solare.

il J: La cronaca nazionale ci fornisce ogni giorno esempi di corruzione. Ci siamo assuefatti all’illegalità. E la sua città?
R: Gibellina in passato è stata territorio di illegalità, ma per mia fortuna in quasi un anno che amministro non sono successi episodi riconducibili all’illegalità.

il J: Migliorare la qualità della vita cittadina. Ha un’idea?
R: Migliorare la qualità della vita gibellinese è difficile. La mia cittadina per fortuna già gode di un ottima qualità di vita, ma si può sempre migliorare.
Le idee passano attraverso la valorizzazione delle eccellenze che la città ed il suo territorio offrono.
A partire dall’arte, dalla cultura, dalle eccellenze enogastronomiche ed anche attraverso il sostegno degli anziani, ai diversamente abili, costruendo giorno dopo giorno “LA CITTA’ CHE VORREI”, quale simbolo di società partecipata e simbolo che ha portato alla vittoria la lista che ho l’onore di rappresentare.

il J: A casa sua chi fa opposizione?
R: Una lista trasversale, come del resto è la coalizione di maggioranza.

il J: La teoria della “città diffusa”: ne ha sentito parlare, la conosce, che cosa ne pensa?
R: Non so se si riferisce alle città in forte espansione e spesso poco regolate dal punto di vista urbanistico e dei servizi. In questo caso la nostra città è stata ricostruita a seguito del sisma del gennaio 68, con un piano urbanistico pre-definito.

il J: Com’è nata la sua passione politica?
R: Dalla consapevolezza che il nostro sistema democratico consente a chi ha voglia ed è portatore di valori, principi e progetti, di renderli attuali.

il J: Nemici: ne ha molti?
R: Nemici è un appellativo esagerato, li definirei oppositori, ma fanno parte del gioco.

il J: Qual è il lato peggiore del suo carattere?
R: A volte troppo paciere.

il J: Quale passo avanti ha fatto il paese da lei amministrato?
R: Di passi ne sono stati fatti tanti, ma penso che in primis si è risvegliata da un torpore in cui era sprofondata.

il J: Ascolta mai i suggerimenti di sua moglie ?
R: Ascolto i suggerimenti di tutti, perché, ripeto, chiunque ha qualcosa da trasmettere. Se dovessi pensare ad una persona specifica, questa è mia figlia.

il J: Sindaco grazie per la sua disponibilità. La redazione de il Journal, Antonio Lubrano ed io le auguriamo un buon lavoro.

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